Dal prelievo alla sala operatoria.

Il percorso di un organo, dall’identificazione di un potenziale donatore al ricevente, è rigoroso, specifico, accurato, multifasico e multisciplinare. Nulla può sfuggire all’attenzione in questo processo, delicato e al tempo stesso critico, ma altamente sicuro per il paziente.

Primo atto: valutazione pre-prelievo.
Prima del trapianto occorre raccogliere una minuziosa storia (anamnesi) del donatore, dapprima verbale, attraverso un colloquio con i famigliari per conoscerne per esempio abitudini, comportamenti sessuali, eventuale uso di sostanze stupefacenti, malattie preesistenti (malattie autoimmuni, infettive, tumori, malattie pregresse). Segue poi una valutazione obiettiva del donatore, se vivente, per trovare riscontro alle informazioni raccolte con una visita specifica e la palpazione degli organi per accertare la presenza di eventuali malattie non manifeste attraverso opportune indagini diagnostiche di approfondimento come radiografie, ECG, ecografie, TC distrettuali ed esami colturali del sangue, delle urine e dell’escreato. Se ancora sussistono dubbi, la valutazione si potrà avvalere anche di esami biochimici e sierologici.

Secondo atto: Valutazione in corso di prelievo.
La pre-valuatazione obiettiva sul donatore verrà ulteriormente indagata e approfondita durante il prelievo con l’ispezione dell’organo interessato e dei restanti. Qualora fosse necessario, il Centro Nazionale Trapianti potrà richiedere una Second Opinion, ovvero il parere di una task force di esperti (un medico legale, un infettivologo, un anatomo-patologo e un rianimatore) che in tempo reale e H24, garantiscono alla rete nazionale trapianti, elevate competenze per la valutazione dell’idoneità del donatore o dei singoli organi.

Primo e secondo atto bis: l’assegnazione dell’organo.
Rilevata la disponibilità dell’organo, il paziente ideale e idoneo a riceverlo viene selezionato tra coloro in lista di attesa.

Terzo atto: la verifica della compatibilità.
Per evitare possibili rigetti o complicanze vengono eseguite accurate valutazioni di compatibilità tra l’organo del donatore e il ricevente.

Quarto atto: il (possibile) viaggio.
Non sempre donatore e ricevente risiedono nella stessa località così, laddove necessario si attiva la macchina del trasporto, affinché l’organo dall’équipe trapiantologica arrivi a destinazione in buone condizioni e nel tempo più rapido possibile, utilizzando anche un elitrasporto se necessario.

Quinto atto: sulla tempestività si gioca tutto.
Occorre battere tempo, perché la vita dell’organo espiantato e da trapiantare ha i minuti contati. Il trasporto dell’organo deve avvenire entro una soglia limite:

Sesto atto: la conservazione dell’organo.
Per consentire il trasporto dell’organo e la preservazione in condizioni ottimali, senza che subentrino danni tissutali o di altra causa, gli organi vengono raffreddati, abbassando sensibilmente la temperatura naturale anche fino a molti gradi sotto lo zero, grazie all’immersione in una apposita soluzione chimica, all’interno di celle termiche a prova di contaminazione. Oggi sono allo studio tecniche innovative per prolungare la conservazione dell’organo a “tempo indeterminato”.

Settimo atto: esami dei pazienti in attesa.
Mentre l’organo è in arrivo, il Centro Trapianti accelera il lavoro di analisi sul paziente-ricevente per accertarne le condizioni cliniche e la “compatibilità” al trapianto.

Ottavo atto: il trapianto.
Se tutto è conforme alle regole, il paziente-ricevente viene avviato a tutte le pratiche medico-assistenziali necessarie per l’ingresso in sala-operatoria, l’intervento di impianto dell’organo donato e il successivo follow-up.

Nono atto: il ritorno a casa.
Dopo la degenza, il paziente può rientrare a casa, pronto a cominciare una vita nuova.

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