La donazione.

Dare ad altri liberamente, senza ricompensa o tornaconto, ma come esclusivo atto di generosità e solidarietà: è questo il senso più intimo e nobile del donare, che diviene atto di puro amore per la vita, quando si offre una parte di sé, uno o più organi, a un individuo bisognoso, in attesa di una possibilità, in molti casi l’unica, per poter continuare a vivere e cominciare una vita nuova.

Quali organi è possibile donare?
Potenzialmente tutti gli organi e i tessuti, ma il “momento” per poterli donare, in vita o post-mortem, dipende dall’organo stesso. Possono essere prelevati dal donatore vivente, che ne ha espresso la volontà, sangue, midollo osseo, segmenti ossei, sangue cordonale, placenta, un rene, una parte di fegato, mentre da donatore deceduto è possibile espiantare cuore, polmoni, fegato, pancreas, entrambi i reni, intestino e, tra i tessuti, cornee, valvole cardiache, segmenti vascolari e/o osteotendinei, cute, cartilagine. Un donatore unico può dunque, in vita e dopo la morte, aiutare e salvare più persone in attesa di trapianto, ridando una prospettiva di vita.

Identikit del donatore.
La maggiore età e un buono stato di salute: sono queste le sole condizioni necessarie per poter donare un organo. Una decisione che deve essere presa dal donatore in totale libertà e consapevolezza, senza pressioni o condizionamenti. Anche i piccoli da 0 a 16 anni possono essere donatori potenziali, ma il consenso all’espianto degli organi (quando e ove possibile) deve essere espresso da entrambi i genitori. Un organo, per poter essere donato e ricevuto, deve godere di buona salute: ecco perché ci sono patologie o condizioni cliniche, come HIV1 o 2, epatite B e D associate, tumori maligni in terapia, infezioni da microrganismi non trattabili con terapie specifiche e/o conosciute, malattie da prioni (dovute alla proteina prionica PrP) accertata, che non consentono di rispettare l’eventuale volontà del donatore. In caso di altre malattie trasmissibili (infezioni o tumori), l’idoneità al trapianto dell’organo è scrupolosamente valutata dai medici mediante indagini specifiche e approfondite.

L’espressione della propria volontà di donazione.
Non vale il silenzio assenso: la propria volontà alla donazione di organi e tessuti va dichiarata attraverso una delle diverse opzioni possibili:

  • consegnando una dichiarazione predisposta, scaricabile in rete, all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di pertinenza;

  • esprimendo la propria volontà all’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza in occasione del rilascio o rinnovo del documento di identità;

  • compilando il tesserino blu del Ministero della Salute o la donor card delle associazioni di settore tenendola nel portafoglio o insieme ai propri effetti personali;

  • redigendo un atto olografo dell’Associazione Italiana Donatori Organi (AIDO) o, infine,

  • riportando la propria volontà su un foglio bianco, datato e firmato da custodire tra i propri documenti personali. In mancanza di una dichiarata volontà del defunto, sia scritta che orale, laddove via sia necessità di disporre di un organo, i medici possono parlarne con i familiari i quali, a loro volta, possono, eventualmente e liberamente, opporsi al prelievo.

Idoneità del ricevente.
Sono giudicati idonei a ricevere un trapianto, indipendentemente dal tipo di organo, tutti i pazienti in lista di attesa, iscritti sulla base di indicazioni nazionali condivise dai centri trapianto. A seconda della tipologia d’organo da trapiantare, è possibile accedere a una o più liste di attesa: ad esempio nel caso del rene è ammessa l’iscrizione sia nella lista della Regione di residenza sia a una di libera scelta, mentre per altri organi come cuore, fegato, polmone, pancreas o per bambini e pazienti pediatrici, è consentita l’iscrizione in una sola lista di uno dei centri trapianti distribuiti sul territorio.

La selezione e la destinazione dell’organo.
Sussiste una priorità nell’assegnazione degli organi, una volta disponibili, che viene definita in funzione di diversi parametri:
la gravità della patologia per cui è richiesto il trapianto
la compatibilità dell’organo da donatore a ricevente
il gruppo sanguigno e l’età del ricevente
il tempo di permanenza in lista di attesa.

Queste valutazioni vanno a vantaggio del paziente che può ricevere il miglior organo possibile, il cui percorso è essere sempre tracciabile, secondo un principio di assoluta trasparenza e sicurezza.



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