I numeri attuali dei trapianti di organi e tessuti.

La prima garanzia di sicurezza per donatore e ricevente è rappresentata dai Centri Trapianti di alta specialità che rispondono a specifici requisiti di ordine strutturale e organizzativo, dalla qualità dell’équipe trapiantologica e della strumentazione tecnologica, secondo quanto stabilito dagli accordi tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome.

Centro per centro.
In Italia ci sono 43 Centri Trapianto, distribuiti sul tutto il territorio nazionale, in cui sono operativi 96 specifici programmi di trapianto di organi e 19 centri regionali e interregionali trapianto che godono dei requisiti necessari per l’attuazione di tutte le fasi del trapianto. A questi si aggiungono 283 centri donatori di cellule staminali ematopoietiche (+267% rispetto al 2017 quando erano 77). Si tratta di strutture ospedaliere pubbliche o private accreditate, identificate e autorizzate dalle Regioni e dalle Province Autonome secondo requisiti e standard internazionalmente riconosciuti, le quali dispongono di 87 programmi specifici di trapianto (contro i 98 del 2017), e 31 Banche dei tessuti. FONTE: http://www.trapianti.salute.gov.it/trapianti/dettaglioContenutiCnt.jsp?lingua=italiano&area=cnt&menu=chiSiamo&id=242  centro

Donazioni e trapianti in numeri.
Nel 2020, l’attività dei trapianti ha subito un lieve rallentamento rispetto al 2019 e sono stati registrati:

1.530
donatori di organi
deceduti o viventi
9.564

donatori di tessuti
295

donatori viventi
288
donatori di cellule
staminali emapoietiche
133
trapianti pediatrici

13.790
trapianti di tessuti

295
trapianti organi
viventi
875
trapianti di cellule
staminali emapoietiche

Non tutti gli organi solidi hanno avuto uguale richiesta e hanno registrato gli stessi volumi di attività. In particolare, nel 2020, si sono trapiantati:

Rene
Rene
1.907
Fegato
Fegato
1.201
Cuore
Cuore
239
Polmone
Polmone
116
Pancreas
Pancreas
7
Intestino
Intestino
0

Fonte: C_17_primopianoCNT_636_0_file.pdf


L’attività nell’arco di 20 anni (1999-2019) evidenzia un sensibile aumento in termine di numero di donatori pari a 1.379, +75% rispetto al 1999 e 3.449 trapianti totali da donatore deceduto (+42% rispetto al 1999). Si è innalzata l’età media dei donatori, salita a 59 anni rispetto ai 48 anni del 2002 per tutti gli organi, come pure l’età dei riceventi, all’incirca di 51 anni, rispetto ai 46 del 2002. Contro mediamente i 29 anni dei donatori di cellule staminali ematopoietici, di cui il 70% è maschio, rispetto al 70% di donne che dona invece sangue periferico. Tuttavia, in riferimento all’anno 2019, dopo il picco raggiunto nel 2018, si osserva un lieve calo dell’età media dei donatori: 61 anni per gli accertamenti di morte e 59.8 per i donatori utilizzati. La diminuzione anagrafica può essere riferibile al maggior numero di donazioni a cuore fermo che registrano una età media inferiore del donatore rispetto a coloro in cui la morte è accertata con criteri neurologici.

Fonte: http://www.trapianti.salute.gov.it/imgs/C_17_cntPubblicazioni_400_allegato.pdf

Tempi di attesa per il trapianto.
I tempi di attesa sono stati sempre un problema per i trapiantati, tuttavia migliorati in Italia nell’ultimo decennio. Ecco quelli del 2019 per il trapianto di rene, fegato e polmone posti a confronto con quelli del 2002:



Fa eccezione il cuore in cui il tempo di attesa è salito a 12 mesi rispetto agli 8 mesi del 2002.

Uno sguardo al futuro.
Le prospettive possono essere considerate da tre differenti punti di vista:

  • ANDAMENTO
    Secondo l’ultimo rapporto del Centro Nazionale Trapianti, riferito all’anno 2020, l’andamento è in calo rispetto all’anno precedente ma comunque migliore rispetto a cinque anni prima e, in generale, rispetto all’inizio degli anni ‘90: 1.083 furono i trapianti nel 1992, 3.950 nel 2017, anno dei record, fino ad arrivare ai 3.441 del 2020, di cui 295 da vivente. Una fotografia, quella dell’anno scorso, che risente senza ombra di dubbio della pandemia ma che, comunque, riferisce di un aumento rispetto al 2015 quando i trapianti erano stati 3.327 e al 2010 quando furono 3.080 (+10% in 10 anni). Parlando dei singoli organi, nel 1992 i trapianti di rene furono 611 mentre nel 2020 ne sono stati registrati 1.907, 276 da vivente, contro i 2.137 del 2019 (340 da vivente) e i 1.703 del 2010 (171 da vivente). Il cuore è passato dai 265 trapianti del 2017 ai 239 del 2020, facendo registrare una diminuzione, anche se minima, rispetto al 1992 quando i trapianti di cuore furono 243 (273 nel 2010). Passando al fegato, split o intero, nel 1992 i numeri si erano assestati sulle 202 operazioni mentre nel 2020 si sono registrati 1.201 trapianti, contro i 1.302 del 2019 e i 1.312 del 2017. Se guardiamo al 2010, infine, i trapianti di fegato furono 1.015. Il polmone è passato dai 144 trapianti del 2017 ai 116 del 2020 (107 nel 2010) e l’intestino, se nel 2017 era stato trapiantato 1 volta e nel 2020 nessuna, nel 1992 fu oggetto di trapianto 7 volte. In aumento, le donazioni di cellule staminali emopoietiche rispetto al 2019 (da 284 a 288): quelle di midollo osseo sono state le uniche a diminuire passando da 132 del 2015 alle 49 del 2020 mentre sono in netto aumento quelle da sangue periferico: da 48 del 2005 a 249 del 2020. Ad essere diminuiti sono, infine, i nuovi iscritti dell’IBMDR passati dai 43.138 del 2019 ai 20.960 (-51%). Nonostante questo, gli iscritti sono comunque in aumento e sono passati dai 605.000 del 2019 ai 630.000 del 2020.

    Fonte
    il report del CNT del gennaio 2021. Il testo attualmente pubblicato sul sito riportava i dati del 2017, anno record, confrontandoli con quelli del 1992. Ho pensato fosse interessante, tenere il 1992 come riferimento del passato, ho inserito i dati del 2020, del 2019 e del 2010, per un confronto sui dieci anni: C_17_primopianoCNT_636_0_file.pdf



  • PROBLEMATICHE
    Le problematiche che si incontrano sulla strada del trapianto sono principalmente due: l’opposizione alla donazione da parte di circa il 33,6% degli italiani, un dato in aumento rispetto al 2019 (32,5%) e al 2017 quando a dire di no era stato il 29%. Maglia nera del 2020 alla Sicilia con il 43,6% di dinieghi, seguita dalla Campania (42,5%) e dalla Calabria (41,4%); la seconda problematica è costituita dalle liste di attesa che restano ancora un punto cruciale per ogni tipologia di organo. Rispetto al 2017, i tempi di attesa (in anni) sono aumentati e li trovate in tabella:
    Fonti
    - il report del CNT del gennaio 2021. Il testo attualmente pubblicato sul sito riportava i dati del 2017, anno record, confrontandoli con quelli del 1992. Ho pensato fosse interessante, tenere il 1992 come riferimento del passato, ho inserito i dati del 2020, del 2019 e del 2010, per un confronto sui dieci anni: C_17_primopianoCNT_636_0_file.pdf
    - il sito del CNT: https://trapianti.sanita.it/statistiche/liste_attesa_1.aspx (per tempo medio di attesa)



  • AUSPICI
    Migliorare ulteriormente la qualità di vita e della sopravvivenza dei pazienti, che già hanno raggiunto ottime aspettative a un anno dal trapianto e incrementare la sopravvivenza dell’organo nello stesso arco di tempo. In riferimento all’anno 2020, questi sono gli indicatori di qualità rilevati:
Prima del trapianto >
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