I numeri attuali.

La prima garanzia di sicurezza per donatore e ricevente è rappresentata dai Centri Trapianti di alta specialità che rispondono a specifici requisiti di ordine strutturale e organizzativo, dalla qualità dell’équipe trapiantologica e della strumentazione tecnologica, secondo quanto stabilito dagli accordi tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome.

Centro per centro.
In Italia ci sono 43 Centri Trapianto, distribuiti sul tutto il territorio nazionale, in cui sono operativi 96 specifici programmi di trapianto di organi e 19 centri regionali e interregionali trapianto che godono dei requisiti necessari per l’attuazione di tutte le fasi del trapianto. A questi si aggiungono 77 centri donatori di cellule staminali ematopoietiche, strutture ospedaliere pubbliche o private accreditate identificate e autorizzate dalle Regioni e dalle Province Autonome secondo requisiti e standard internazionalmente riconosciuti, le quali dispongono di 98 programmi specifici di trapianto, e 31 Banche dei tessuti.

Donazioni e trapianti in numeri.
In Italia l’attività dei trapianti è in crescita come attestano i numeri che solo per l’anno 2019 ha registrato:

1.743
donatori di organi
deceduti o viventi
13.854

donatori di tessuti
364

donatori viventi
284
donatori di cellule
staminali emapoietiche
138
trapianti pediatrici

17.801
trapianti da tessuti

364
trapianti di organi
da viventi
859
trapianti di cellule
staminali emapoietiche

Non tutti gli organi solidi hanno avuto uguale richiesta e hanno registrato gli stessi “volumi di attività”. In particolare, nel 2019, si sono trapiantati, in ordine decrescente:

Rene
Rene
2.137
Fegato
Fegato
1.302
Cuore
Cuore
245
Polmone
Polmone
153
Pancreas
Pancreas
6
Intestino
Intestino
1

Si è innalzata l’età media dei donatori, salita a 59 anni rispetto ai 48 anni del 2002, come pure l’età dei riceventi, all’incirca di 51 anni, rispetto ai 46 del 2002. Contro mediamente i 29 anni dei donatori di cellule staminali ematopoietici, di cui il 70% è maschio, rispetto al 70% di donne che dona invece sangue periferico.

Tempi di attesa.
I tempi di attesa sono stati sempre un problema per i trapiantati, tuttavia migliorati in Italia nell’ultimo decennio. Ecco quelli del 2019 per il trapianto di rene, fegato e polmone posti a confronto con quelli del 2002:



Fa eccezione il cuore in cui il tempo di attesa è salito a 12 mesi rispetto agli 8 mesi del 2002.

Uno sguardo al futuro.
Le prospettive possono essere considerate da tre differenti punti di vista:

  • ANDAMENTO
    Secondo l’ultimo rapporto del Centro Nazionale Trapianti, riferito all’anno 2017, l’andamento è in crescita, passato dai 1.083 trapianti del 1992 ai 3.950 del 2017, di cui 326 da vivente. Una crescita riferibile a quasi tutti i singoli organi: il rene con 2.244 trapianti di cui 310 da donatore vivente nel 2017 rispetto ai 611 del 1992; il fegato split o intero, con 1.312 trapianti, 16 da vivente, contro 202 del 1992; il cuore con 265 trapianti del 2017 rispetto a 243 del 1992; il polmone 114 trapianti nel 2017 vs 17 nel 1992. Fanno eccezione il pancreas con 39 trapianti nel 2017 (uno solo in più rispetto al 2002) e l’intestino che nel 2017 non è mai stato trapiantato rispetto a 7 casi nel 1992. È in aumento anche l’andamento delle donazioni di cellule staminali ematopoietiche: 225 nel 2017, 156 a favore di pazienti italiani, di cui 65 di midollo osseo e 160 di sangue periferico, rispetto alle 2 del 1991.

  • PROBLEMATICHE
    Sono principalmente due: l’opposizione alla donazione da parte di circa il 29% di italiani con maggiore prevalenza nel Sud e Centro Italia (vs il 32% del 2016) e le liste di attesa che restano ancora un punto cruciale per ogni tipologia di organo. Nonostante il recente lieve miglioramento, nel 2017 i tempi di attesa (in anni) sono quelli riportati nella tabella.
  • AUSPICI
    Migliorare ulteriormente la qualità di vita e della sopravvivenza dei pazienti, che già hanno raggiunto ottime aspettative a un anno dal trapianto e incrementare la sopravvivenza dell’organo nello stesso arco di tempo. In riferimento all’anno 2017, questi sono gli indicatori di qualità rilevati:
Prima del trapianto >